
Presumo che ogni genitore sappia che non deve proiettare sui figli i propri desideri di realizzazione repressi. Almeno i bravi genitori. Presumo, pur non avendo avuto la fortuna di essere padre, che quando nasce una vita sia naturale immaginarsi il futuro di quella creatura e fantasticare su come si realizzeranno le sue potenzialità.
Mi pare che per l’Unione Europea si possa applicare lo stesso ragionamento.
Concepita durante la guerra e i totalitarismi, essa è nata dal desiderio della Pace e dalla voglia di Libertà. Non poteva che essere un parto difficile, pieno di incognite ma anche di aspettative gigantesche. Mi fa pensare alla nascita dell’erede ad un trono nell’Antico Regime, cui guardano con interesse morboso i potenti della terra.
E siccome quello era ancora il tempo delle storie, ne ho immaginata una:
Crescendo, Europa si è rinforzata ma ha dimostrato anche un’adolescenziale tendenza all’incompiutezza, così pressata dalle richieste sociali di chi ne ha fatto da balìa e dall’arcigno zio d’America cui tanto voleva assomigliare. D’altronde era lui a pagare per la sua educazione, e a lui bisognava dar conto, altrimenti niente paghetta. Gli amici dello Zio erano le uniche persone che fosse bene frequentare ed i suoi nemici divennero nemesi dalle quali stare alla larga. Non si sa mai che potessero mettere delle strane idee alla creatura e contaminarne l’animo influenzabile. Quando questi ultimi morirono in un improvviso incidente, tra il 1989 ed il 1991, la nostra giovane Europa non poteva decidere autonomamente con chi uscire. Anche se ormai cresciuta, si dimostrava ancora troppo inesperta del Mondo; sbraitare non le serviva a tanto e anche quando tentava la fuga, immaginando un futuro di autonomia e affermazione, veniva sempre riposta all’ovile, come Giacomo Leopardi in fuga da Recanati. Probabilmente anche Europa indurì il suo pensiero e iniziò a credere che la natura fosse una matrigna indifferente, ma a differenza del poeta, accettò la sua reclusione e fece della sua prigione una fortezza dorata. Si dimostrò infatti insensibile verso le sofferenze dei cugini di campagna balcanici, troppo impegnata nel cercare abiti per i nuovi amici che venivano dall’Est, scegliendo meticolosamente tra i vestiti che stava per buttare perché ormai laceri e fuori moda. Ma arrivò il momento in cui bisognava farle credere di essere diventata grande, trovarle un lavoro che le permettesse di poter badare alle sue spese, andare in vacanza da sola, aprire un prestito in autonomia. Insomma una moneta da spendere. Anni e anni di formazione nelle più prestigiose facoltà di economia americane si dimostrarono utili e mettendo in evidenza le sue doti imprenditoriali anche lo zio d’America iniziò a lasciarle maggior autonomia, almeno nelle scelte economiche. Europa cresceva come tutti volevano: bella, ricca, spavalda, e stronza quel tanto che non guasta per gli affari. Ci si poteva rilassare e tutti si misero tranquilli sul divano a guardare stupide trasmissioni in TV, anche i cugini balcanici e gli amici dell’Est, che di tanto in tanto venivano invitati a cena o, addirittura, al pranzo della domenica.
Poi, in un’estate, tutto il suo mondo crollò, insieme a due torri altissime.
Europa scoprì che non tutti le volevano bene e non tutti amavano lo zio d’America. Ingrassato, troppo fu colpito da un brutto infarto alle coronarie causato da un virus chiamato terrorismo. Anche se ad Europa non successe nulla, ebbe una paura fottuta, e si chiuse in se stessa. Sentendosi debole, lo zio perse la ragione e iniziò a vedere nemici dovunque. Petulante come non mai convinse anche Europa di essere in pericolo e iniziarono ad attaccare chiunque credessero fosse una minaccia, tanto che quel Mondo che avevano creato non esisteva più, e proprio per questo erano sempre più odiati. Presto persero molte delle ricchezze che avevano messo da parte, ma non riuscivano a vedere il male che stavano facendo, agli altri ed a se stessi, accecati com’erano dall’odio.
Molto lontano da loro, altre persone approfittarono delle loro sviste per rivendicare a sé le ricchezze di cui, fino a quel momento, lo Zio ed Europa avevano goduto. E si sentirono derubati. Si sentirono derubati anche molti che vivevano dentro le fortezze che avevano costruito, ma mentre America era oramai un vecchio a cui concedere ogni tanto un po’ di tempo per gentilezza, gli abitanti della fortezza Europea davano a lei ogni colpa. Molti, addirittura, volevano uccidere quella giovane di belle speranze, che sì, aveva sbagliato molto, ma in fondo era stata mal consigliata e non sempre aveva la totale di libertà per prendere la decisione migliore.
Pian piano lo zio d’America invecchiava e perdeva il senno. Nessuno osava dirglielo ma i suoi comportamenti confondevano chiunque e si faceva del male da solo. Non riconosceva più nessuno, neanche quella Europa che cercava di plasmare a sua immagine e somiglianza, ma di cui odiava, in fondo, i genitori (Pace e Libertà).
Forse era giunto, per Europa il momento di separarsi dal grande vecchio morente ma che dal cui conto corrente ancora dipendeva. Ed ogni volta che il vecchio diceva di voler togliere la paghetta ad Europa, questa entrava nello sconforto. Avida ed abituata alle comodità non sapeva come poter badare a se stessa. Impaurita ma orgogliosa si disperava un giorno sentendosi abbandonata, e il giorno dopo comprava anabolizzanti per farsi vedere più muscolosa, “Non ho bisogno di nessuno!” diceva ogni tanto, ma nessuno le credeva……”voglio solo essere amata!” e tutti le facevano una carezza mentre pensavano ai fatti propri.
I genitori d’Europa, Pace e Libertà erano ancora vivi. Si erano ritirati nella casetta in campagna, facendosi compagnia l’un l’altra e pensando ai bei vecchi tempi, quando erano così forti da prendere a calci i loro nemici, Odio e Dittatura. Ma siccome erano buoni d’animo, e anche molto ingenui, non li uccisero, pensando che avessero imparato la lezione. Quei mascalzoni ebbero dei figli, e questi fecero ancora tanti figli. Crebbero nelle zone più brutte della fortezza, raccontando bugie e dicendo che i cattivi non erano loro, ma proprio Pace e libertà. Nessuno più pensava loro, e ci si dimenticò dei figlioli nati dall’Odio e dalla Dittatura . Ma questi ultimi, seppelliti i genitori, giurarono di vendicarli, facendo finta di essere come tutti gli altri, vestendo abiti nuovi e uguali ai quelli dei figli di Pace e Libertà. Li imitavano, parlavano come loro e nessuno, dico nessuno, poteva più riconoscere di chi fosse figlio uno, o di fosse figlio l’altro. Divennero addirittura amici di Europa, che confusa com’era ascoltava i loro consigli, senza rendersi conto che quelli volevano ammazzarla per vendicare i genitori. Avvelenavano il loro cibo ed Europa si ammalava sempre di più, ogni giorno che passava.
Qualcuno dice che, in verità, Pace e Libertà avevano avuto un’altra figlia. Qualcuno dice che la chiamarono Uguaglianza. E ho sentito dire, ma sarà solo una leggenda, che Uguaglianza fosse stata nascosta perché era così bella che molti, tra cui lo Zio d’America ed anche Europa ne sarebbero stati invidiosi e che avrebbero voluto ucciderla. Ma io non credo a quest’ultima parte della storia.
Credo, invece, che se ora Europa, malata com’è, conoscesse sua sorella, anche il suo cuore indurito ne proverebbe amore. E che forse lei potrebbe guarirla, scacciare tutti i figli di Odio e Dittatura, abbattere i muri della fortezza da cui Europa non era mai uscita e che Uguaglianza avrebbe fatto vedere ad Europa il Mondo in maniera diversa da come lo mostrava lo Zio d’America.
Però, Uguaglianza non lo hai mai vista ancora nessuno, qualcuno dice di averlo intravista in un’isola lontana chiamata Ventotene, e di esserne rimasto abbagliato, qualche pazzo dice anche di averle parlato.
Io, penso solo che vorrei vederla, anche solo un giorno, prima di lasciare questa fortezza che chiamiamo Mondo.
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